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L'Antitrust bacchetta le banche

12/09/2013

immagine news

Da una ricerca effettuata dall’Antitrust, durata circa due anni che ha coinvolto 52 banche del paese con verifiche è controlli su il 44% di sportelli operativi in tutta Italia, emerge che nonostante nel comparto bancario ci siano stati cambiamenti evolutivi, esistono ancora ostacoli che impediscono una riduzione dei prezzi a vantaggio del consumatore finale e un aumento della mobilità della domanda.
E’ la conclusione alla quale giunge l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che segnala la possibilità di ottenere risparmi fino a 180 euro nei costi della tenuta dei conti.
Per l’Autorità “I costi che paghiamo ogni anno per tenere i soldi in banca e per movimentarli possono diminuire notevolmente attraverso una maggiore informazione ai clienti“.
Oltre ad una maggiore comunicazione servirebbe snellire i tempi tecnici burocratici di molte operazioni bancarie, su tutte la chiusura e riapertura di un conto corrente. Nel caso in cui il cliente sia in possesso di bancomat o carte di credito i tempi per riattivarlo possono arrivare a superare anche i 30 giorni.
Sui costi di gestione dei conti correnti l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ribatte che nell’ultimo periodo si sarebbero abbassati, stabilizzandosi intorno i 100 euro l’anno. L’Antitrust contesta questo dato sottolineando come l’abbassamento abbia riguardato solo una certa clientela, i giovani per esempio con un -19% mentre per le famiglie la diminuzione è stata del tutto insignificante.
Dal rapporto emerge come non si siano abbassati i costi dei grandi Istituti bancari dove si concentra il 70 % dei conti correnti.
Per quanto riguarda i conti online, questi risultano essere sempre più competitivi con un risparmio pari al 30% rispetto a quelli tradizionali con punte che superano il 40% per i giovani e le famiglie e i pensionati con operatività bancaria maggiore.
Non è decollato il conto di base idea del Governo Monti per favorire la lotta al contante ,strumento pensato e destinato a pensionati e redditi bassi. Non ha funzionato soprattutto perché le banche offrono opzioni più convenienti di quelle previste dal medesimo conto.
Secondo l’Antitrust,gli interventi necessari per arrivare ad una riduzione dei prezzi e all’aumento del benessere dei consumatori dovrebbero muoversi lungo tre direttrici:
1) Miglioramento della trasparenza delle informazioni. Le banche dovrebbero essere obbligate a comunicare alla propria clientela, i nuovi conti disponibili informandola dell’esistenza di offerte a condizioni migliori. Andrebbero inoltre sviluppati uno o più motori di ricerca indipendenti dalle banche che consentano il confronto tra conti diversi.
2) L’eliminazione di tutti i vincoli fra conto corrente ed altri servizi (mutuo polizze assicurative, risparmio gestito).
3) ridurre i tempi di chiusura del conto corrente. L’Antitrust propone di rendere obbligatoria la chiusura del conto entro 15 giorni, in linea con quanto previsto dalla proposta di direttiva comunitaria attualmente in discussione.

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