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Euribor negativo: cosa cambia per il mutuo a tasso variabile

24/04/2015

immagine news

Negli ultimi mesi, l'eccesso di liquidità pilotato dalla Banca Centrale Europea ha portato l'Euribor trimestrale a livelli mai visti prima sotto lo zero; e poiché questo è il tasso base per la stragrande maggioranza dei mutui a tasso variabile, si prospettano importanti cambiamenti soprattutto in virtù del fatto che agli inizi della crisi europea, nel 2008, l'Euribor a 3 mesi oscillava intorno al 4%.
Se ci si sta chiedendo quanto sia conveniente passare da un mutuo a tasso fisso a uno a tasso variabile, sono ancora in fase di verifica le conseguenze sul costo del mutuo per le famiglie, visto che molto dipende dalle clausole contrattuali applicate da ciascuna banca. Il consiglio in questi casi è una buona valutazione dello spread applicato dalla banca, che potrebbe non rendere così auspicabile il passaggio.
Quello che è certo, salvo clausole che fissano una soglia minima, è l'abbassamento della rata calcolata sommando lo spread ( percentuale fissa di guadagno delle banche) all’andamento del tasso interbancario scelto, che per la maggior parte dei mutui è l’Euribor a 1 o 3 mesi. Ora, con l’Euribor sotto la soglia dello zero, gli istituti di credito dovrebbero sottrarre dallo spread il valore dell’Euribor abbassando così il tasso annuo nominale del mutuo.
Perché ci sia una vera e propria diminuzione bisognerà vedere se l'Euribor rimarrà a lungo su questi livelli.
Un vantaggio, comunque sia, per chi ha stipulato un contratto di mutuo, ci sarà anche se questo dipende dall'età del mutuo: nei primi anni si paga sempre di più la quota interessi e nei mutui cosiddetti "più giovani" la quota di spread si è andata alzando.

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