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Perdita della casa dopo 18 rate non pagate, ecco cosa cambia nei mutui

04/03/2016

immagine news

Importante novità per i consumatori e non solo: c’è il via libera del Governo alle modifiche al decreto mutui. La nuova norma prevede che la casa di proprietà acquistata con un mutuo può essere pignorata e venduta dalla banca dopo 18 rate non pagate. La valutazione dell’immobile deve essere effettuata da un perito nominato dal Tribunale e affiancato da un esperto di fiducia del mutuatario. La Banca quindi espropria direttamente il bene e si occuperà della vendita per rientrare dal credito il prima possibile.
Le regole riguardano i nuovi mutui e non interesseranno neppure le surroghe verso un nuovo contratto. La clausola di inadempimento, comunque, è facoltativa: la banca non potrà imporla al sottoscrittore di mutuo. In caso di mancato pagamento, dopo 18 rate, la casa potrà essere messa in vendita solo con uno specifico atto di disposizione dell'immobile da parte dell'utente.
La bozza concordata con il governo conferma inoltre il divieto di "patto commissorio" (l’accordo con il quale si conviene che, in mancanza del pagamento di un debito nel termine fissato, la proprietà della cosa posta a garanzia dell’adempimento passi al creditore) mentre disciplina per legge il cosiddetto "patto marciano" che consente alla banca di trattenere dalla vendita della casa solo quanto dovuto e di restituire al mutuatario l'eventuale eccedenza. Inoltre, qualora il ricavato della vendita non risultasse sufficiente a compensare il credito, il debitore non dovrà comunque pagare più nulla.
Posizioni politiche Critiche da M5S e Possibile: il vice presidente della Camera Luigi Di Maio arrivato al sit-in del M5s davanti al ministero delle Finanze per protestare contro il decreto: «Vogliamo il ritiro, non ci bastano i contentini». I deputati di Possibile: «L'atto del Governo che agevola le vendite forzose dei cittadini ottiene esattamente l'effetto opposto rispetto a quanto discusso alla Commissione europea».
Nel secondo semestre del 2015 sono finite all’asta più di 28mila immobili, peraltro in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A parte gli utilizzi strumentali e politici della questione, pare netta, inoltre, la disparità di trattamento tra i “vecchi morosi” e i presunti “nuovi morosi”, vale a dire per quelli che stipuleranno i mutui in futuro che includono la nuova clausola.
In considerazioni della crescita delle compravendite negli ultimi periodi, certamente sarà opportuno essere adeguatamente informati sulle nuove norme e casistiche particolari.

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