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Casa: Sondaggio di Bankitalia

24/02/2014

immagine news

La Banca d'Italia ha avviato, a partire da marzo 2009, la pubblicazione di un Supplemento al Bollettino Statistico che, a frequenza trimestrale, riporta i risultati di un sondaggio presso un campione rappresentativo di agenti immobiliari sullo stato del mercato residenziale in Italia, condotto congiuntamente con Tecno borsa.
Dal sondaggio relativo al quarto trimestre 2013 emerge un quadro del mercato immobiliare con una ripresa molto debole, pur in presenza di alcuni segnali moderatamente positivi: aumentano i nuovi incarichi a vendere e sale lievemente la quota di operatori che dichiara di aver venduto almeno un immobile.
Tuttavia restano ancora improntati al pessimismo i giudizi sull'andamento corrente e atteso delle quotazioni immobiliari: il divario fra prezzi di offerta e di domanda resta la principale causa di cessazione dei mandati a vendere. In particolare, prosegue Bankitalia, a dicembre e' aumentata a 70,5%(dal 68,2% del sondaggio di ottobre) la quota di agenti immobiliari che segnala una diminuzione dei prezzi di vendita, mentre la quota di agenti che hanno venduto almeno un'abitazione nel trimestre di riferimento e' pari al 65,8%. Viene inoltre segnalato dagli operatori immobiliari la cessazione degli incarichi a vendere. La motivazione è riscontrabile nell'assenza di proposte d'acquisto dovuta a prezzi giudicati troppo alti dai potenziali acquirenti (63,2%), insieme con le offerte a prezzi percepiti come troppo bassi dai venditori (50,5%). Rimane contenuta "la percentuale di operatori che attribuiscono la decadenza dell'incarico ad attese di prezzi più favorevoli, in linea con lo scenario ancora incerto rispetto alla quotazione degli immobili". Stabile (al 45,8%) la quota di agenzie "che indica la difficoltà di reperire un mutuo come causa prevalente di cessazione del mandato”. Le prospettive degli operatori sul mercato nazionale delle compravendite nel breve termine restano invariate a -36,5 punti percentuali. La dispersione delle risposte fornite dagli operatori segnala il permanere di una elevata incertezza. Rispetto al trimestre precedente, il deterioramento delle prospettive risulta più marcato nel Nord Ovest. Le attese su un orizzonte di medio termine (due anni) sono più improntate all'ottimismo: il saldo fra aspettative di miglioramento e peggioramento e' risultato positivo per la seconda rilevazione consecutiva, attestandosi a 9,6 punti percentuali.

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