Ciao, ora sei in tasso variabile in voga

X

Accedi all'area riservata di ScelgoMutuo.it

E-mail
Password

Se hai dimenticato la password clicca qui

Se non sei ancora registrato clicca qui

X

Recupero della password di ScelgoMutuo.it

E-mail

Se non sei ancora registrato clicca qui

X

Registrati all'area riservata di ScelgoMutuo.it

La registrazione è gratuita e puoi cancellarti in qualsiasi momento

E-mail
Password
Conferma Password

Letta l’informativa sulla privacy (DLGS 196/2013)

Affinchè i miei dati vengano trattati ai sensi
del paragrafo 3 dell‘informativa stessa

Registrandoti potrai:

Se sei già registrato effettua il login

X

X

X

Grazie

Commento inserito e in attesa di approvazione

X

Domande e Risposte

Gentile utente, ti ringraziamo per aver cliccato sul link, la sezione è in fase di test e sarà online nel più breve tempo possibile, ti invitiamo a tornare a trovarci presto e di continuare con la navigazione per scoprire gli altri servizi messi a disposizione gratuitamente da ScelgoMutuo.it

X

Grazie

Commento inserito e in attesa di approvazione

Tasso Variabile per i mutui del 2017

09/08/2017

immagine news

Se per due anni è stato il tasso fisso a monopolizzare il mercato di mutui e surroghe, al punto che 9 mutui su 10 risultavano stipulati a tasso fisso, nel 2017 le preferenze degli italiani ricadono sul tasso variabile.

L’accelerazione del fisso ha avuto un picco epocale nell’estate 2016 quando gli indici IRS (che si sommano allo spread deciso dalla banca per ottenere il tasso da applicare per l’intera durata del mutuo), erano notevolmente scesi, tanto da registrare livelli minimi storici. La caduta degli IRS ha abbassato anche i tassi fissi finali dei mutui.
Oggi la situazione è cambiata. I tassi Irs sono risaliti rispetto ad un anno fa, ed i migliori tassi variabili sono diminuiti, nonostante l’Euribor (l’indice che viene sommato allo spread per ottenere il tasso variabile da applicare mensilmente al mutuo), registra valori negativi già dal 2015, e di conseguenza non è mai stato così conveniente.

Dunque il variabile è diventato più competitivo. Anche perché la maggior parte dei mutuatari è consapevole che ne futuro i tassi non potranno che aumentare, ma questa risalita è comunque lenta e graduale.
E’ lo stesso governatore della BCE, Mario Draghi ad affermare che “i tassi resteranno bassi a lungo”.

Numeri alla mano, se nel 2016 il mercato offriva un tasso fisso finale all’incirca del 1,65% ed il variabile all’1,05%, con una differenza di appena 60 punti base; nel primo semestre del 2017 i tassi fissi viaggiavano intorno all’1,85% ed i variabili allo 0,83%.
Il risultato è evidente. Il differenziale è cresciuto e se un anno sottoscrivere mutuo a tasso fisso comportava accettare un tasso maggiore di appena 0,6% rispetto ad un tasso variabile, oggi la stessa scelta comporta accettare un tasso maggiore di oltre l’1%.

Lascia un commento alla News